“I tartufi del principe non crescevano Gli abbiamo detto noi come fare”

L’ex sindaco di Acqualagna, Andrea Pierotti rievoca l’incontro del luglio 2010 con sua Altezza reale “Filippo aveva una tenuta troppo ’giovane’, gli servivano altri anni: ma fu cordiale e ci invitò a pranzo”

La notizia della morte del principe Filippo d’Inghilterra è stata motivo ad Acqualagna e in provincia di rievocare un vecchio ricordo tra una delegazione della capitale del tartufo e sua Altezza reale. Non era mai successo prima, e il tartudofo e il suo profumo, quella volta, svolsero veramente un ruolo diplomatico e di promozione del nostro territorio.

“Avevo letto su un quotidiano – ricorda l’ex sindaco di Acqualagna Andrea Pierotti – che il principe Filippo aveva impiantato nella sua tenuta di Sandringham House – una tartufaia, ma non c’era traccia di tartufo e si stigmatizzava l’investimento della Casa Reale”.

E quindi cosa ha fatto?

“Ho mandato, tramite l’ambasciata italiana a Londra, una mail al principe spiegando che noi di Acqualagna eravamo degli esperti e potevamo dargli una mano. Mi è stato risposto affermativamente e con il nostro tartufaio Giorgio Remedia, il responsabile del Centro sperimentale di tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado Luigi Gregori e un rappresentante dell’azienda T & C siamo andati a Londra”.

Come è andato l’incontro?

“Era il luglio del 2010, l’appuntamento era nella tenuta del principe a Sandringham House, mi ricordo che Filippo arrivò guidando un Suv. Si dimostrò subito molto gentile e interessato a conoscere il motivo della mancata crescita del tartufo”.

E il motivo qual era?

“Semplice, dalla messa a dimora delle piantine bisogna aspettare almeno sette-otto anni prima di raccogliere il tartufo, la tartufaia del principe Filippo aveva appena un anno! Forse nessuno aveva avuto il coraggio di dirglielo. L’abbiamo visto tranquillizzato e dal quel momento si è interessato ai nostri prodotti, al nostro tartufo”. Gliel’avevate portato?

“Sì, un cestino, e ricordo che appena l’ha annusato ha fatto uno scatto indietro chiedendoci se era buono. Evidentemente non conosceva il tartufo di qualità! Ci ha poi invitato gentilmente a pranzo nella sua villa all’interno della tenuta da caccia, una persona veramente cordiale. E’ stata, penso, una grossa promozione del nostro tartufo e del nostro territorio. Alla sera, a Londra ci simo incontrati con i rappresentanti dell’Istituto Italiano di Commercio all’estero”.

Avete poi avuto altri contatti con Filippo?

“Si ci ha chiesto altri chiarimenti via mail, ora sono passati più di dieci anni, penso che la sua tartufaia stia dando il meglio di se”.

Ieri la notizia della sua dipartita alla soglia dei 100 anni nel castello di Windsor .

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *