Come riconoscere un tartufo andato a male

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Un tartufo andato a male perde il sapore squisito che lo rende così prezioso: ecco come riconoscere, quindi, gli esemplari da evitare

Cibo degli dei, pregiato fungo ipogeo, re della tavola: sono tante le definizioni che accompagnano l’universo dei tartufi. Un tartufo è, infatti, un prezioso ingrediente in cucina e sulla tavola grazie ai suoi sapori e al suo profumo deciso. Prima di acquistare un tartufo, però, bisogna osservarne bene le caratteristiche e, soprattutto, sentirne il profumo, che deve essere intenso e ricco di sentori.

Per evitare di incappare in un prodotto scadente è necessario, infatti, conoscere bene i tartufi. Altrettanto importante è quindi sapere come riconoscere un tartufo andato a male da uno di qualità. 

Un tartufo andato a male, infatti, perde le preziose caratteristiche che lo rendono un ingrediente unico.

Andiamo dunque a scoprire insieme i modi per riconoscere un tartufo andato a male… ed evitarlo!

Come riconoscere un tartufo dal profumo

Ogni varietà di tartufo ha un suo particolare profumo, che la rende unica. Il tartufo nero pregiato, per esempio, porta con sé un profumo delicato e avvolgente, che ricorda il sottobosco, a differenza del tartufo brumale, che invece ha un profumo più forte, dalle spiccate note di muschio, che ricorda un po’ quello della noce moscata. 

Lo scorzone estivo, la varietà di tartufo che si trova da maggio a settembre, invece, ha un profumo che ricorda quello del malto d’orzo torrefatto, mentre il profumo di un tartufo uncinato, il cosiddetto “scorzone invernale”, ricorda di più le nocciole, i funghi porcini e il grana. 

E i tartufi bianchi? Il bianco pregiato ha un profumo molto intenso, dalle spiccate note che richiamano sentori di aglio e sottobosco, note di fieno, erba bagnata e di gas. Un profumo unico, insomma, ma che non tutti gradiscono proprio a causa della sua intensità; e che anzi risulta ancora più accentuato se parliamo di un’altra varietà di tartufo bianco, ovvero il marzuolo (o bianchetto).

Tartufo andato a male: come riconoscerlo usando l’olfatto

Ma che cosa succede quando il profumo del tartufo inizia ad assomigliare a quello dell’ammoniaca? Significa che ci troviamo di fronte a un tartufo andato a male. Pessima notizia per gli amanti di questo fungo ipogeo che speravano di portare in tavola un’eccellenza e invece si ritrovano con un prodotto inutilizzabile. 

Se, infatti, nonostante l’odore, dovesse venirvi la tentazione di provare a usarlo comunque… non fatelo: al posto di un delizioso piatto di tagliolini al tartufo, potreste portare in tavola un piatto con un tartufo andato a male, il cui pessimo sapore rovinerebbe l’intera pietanza.

Il consiglio migliore è buttarlo via e, la prossima volta, affidarsi all’olfatto, per riconoscere un tartufo andato a male alla prima annusata. L’odore di ammoniaca, molto forte e penetrante, è infatti facilmente riconoscibile anche dai meno esperti: al primo sentore di ammoniaca, quindi, posate il tartufo che stavate annusando e sceglietene un altro.

Tartufo andato a male: diffidate dai tartufi gommosi

Anche la consistenza può aiutarvi a identificare un tartufo andato a male. Se il tartufo che state saggiando presenta un sentore di ammoniaca e ha anche una consistenza gommosa, è sicuramente andato a male: abbandonatelo pure senza rimpianti e rivolgete la vostra attenzione a un prodotto più meritevole. 

Un tartufo di qualità, infatti, non deve presentare parti gommose o troppo morbide, ma non deve nemmeno essere troppo duro. Un tartufo di questo tipo, infatti, si definisce legnoso quando ha una consistenza troppo coriacea, che rende difficile grattugiarlo sulle pietanze. In questo caso, il tartufo avrà anche un sentore di legno, non nocivo, ma sicuramente sgradevole.

Attenzione anche se nel tartufo trovate qualche traccia di muffa: se la consistenza e l’odore del tartufo sono comunque buoni, basta spazzolarlo e riporlo in frigo; se, al contrario, il tartufo presenta, oltre alla muffa, anche una consistenza scarsa e un odore di ammoniaca, è meglio scartarlo. Cosa da fare anche se sono presenti piccoli ospiti come le larve: non sono nocive, ma indicano comunque un tartufo da non scegliere. 

Ricapitolando:

  • Se un tartufo puzza di ammoniaca;
  • Se un tartufo presenta parti gommose;
  • Se un tartufo presenta tracce di muffa, accompagnata da scarsa consistenza e odore di ammoniaca;
  • Se un tartufo presenta ospiti come piccole larve;
  • Se, stringendolo, è duro come un sasso…

… Probabilmente vi trovate di fronte a un tartufo andato a male o, comunque, da scartare: quindi, meglio lasciarlo dov’è!

Per questo motivo, prima di comprare un tartufo, è necessario conoscere bene le caratteristiche delle diverse varietà oppure affidarsi a un esperto o ad aziende di fiducia, sia per acquistare il tartufo in una fiera che online. 

Noi di Trivelli Tartufi mettiamo la qualità dei nostri tartufi al primo posto, per darvi sempre i prodotti migliori. Qualità, serietà, affidabilità, professionalità: sono le parole che ci contraddistinguono e per cui vogliamo essere ricordati. 

Tutti i prodotti del nostro shop, infatti, passano severi controlli: lo facciamo per garantirvi tartufi e condimenti sempre di qualità, perfetti da usare in cucina e da servire in ogni occasione. Perché il re della tavola deve essere sempre al meglio della sua forma per portare in tavola il suo sapore squisito… e con noi, solo i tartufi migliori diventano Trivelli Tartufi!

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